Prove d' autunno

16.10.2018

"Eleonora Bellini ci conduce attraverso un viaggio che si vuole nel contempo evocazione e meditazione intimamente legata all'esperienza del vivere. Le sue Prove d'autunno hanno quindi delle "prove" sia l'accezione del "tentativo" (gli essaisdi montaigniana memoria) sia della "prova" d'autore (d'arte, l'abbozzo, la fotografia...), non senza dimenticare l'accezione più dolorosa del termine, ovvero quella di "pena" subita".
Dalla Presentazione di Fabio Scotto

Il sottotitolo avverte : "raccolta composita e stravagante mentre già incombe l'assurdo" quasi a suggerire una chiave di lettura particolare che valga contro i luoghi comuni, che cercano di omologare impazienza e polemica , suggestioni e realtà. Un tentativo di scavo nella quotidianità con un intento pittorico di gradevole fattura tra i momenti del tempo e le immagini colorate. Questa silloge si sviluppa in molteplici figurazioni e scomparti, da brevi e concisi pensieri nelle fragili rose di ottobre a incursioni distratte per camminamenti da scoprire , da rincorse improvvise per inseguire il volo dei gabbiani a incisioni e rammendi tra i fogli dispiegati per lettere mai terminate, dalle inconsuete invasioni di una ruspa agguerrita al saltellante ultimo poemetto dal titolo invitante "dentro l'estate dei giorni". Schiettezza e rigore sono a testimonianza di un lavoro poetico portato con salvifico intento di partecipazione.Dalla dalla Recensione di Antonio Spagnuolo

***

La raccolta ultima di Eleonora Bellini, che ha esordito nel 1980 con Metadizionario, si snoda in varietà di versi e di poesie, di sezioni, che in un prosieguo tutto particolare vanno ad una confluenza in cui gli elementi (memoria, paesaggio, radici, sentire, referenti, ecc.) via via si mescolano o si distinguono, emergono o vengono accennati ("Sai che è importante scegliere con cura / le parole, ad una ad una, / e che è meglio poche usarne e abusarne mai / specie in poesia", Parole, p. 48), si dispiegano e si danno apertamente come in Sera di maggio (p. 86)nel loro significato non univoco e a raggiera. O insistono nel giro di una poesia ironica, con punte di sarcasmo, irridente e sentenziosa di verità tanto vere alla ragione quanto negate da chi si nega alla mente agli occhi alle orecchie, al cuore: così nella sezione Distici. Confluenza che tutta raccoglie una diversità alla fine solo apparente, in cui ritmi e metri per così dire acclarati nel Novecento, distici epigrammatici, versi versetti e versacci extravaganti (tale una sezione) figurano un ventaglio di variabili per giungere alla denuncia dello stato attuale della polis allargata al mondo (Dispaccio d'agenzia per la vicina guerra, Compianto sui figli perduti, Baluardi, ...), alla riflessione sulla quotidianità di ricaduta del sociale e sulla necessità di riconoscervi il conflitto (L'illuminazione della biblioteca, La manutenzione, Il ringhio, ...), all'interrogazione sulla vita e sull'esistenza (Rosa di ottobre, L'ironia del fungo, Terra, Creta,...). E a quella domanda che, nel bilanciarsi in sospensione, restituisce la drammaticità (come movimento della scena indagata, della propria interiorità, della poesia in quanto tale) di Prove d'autunno: «Se la Vita è perfida e la Natura matrigna / se il loro abbraccio di lettere maiuscole / genera vittime ottuse e piega / le schiene dei forti , che ne sarà di noi / da sempre vinti e sottomessi / e della nostra sporta semivuota, / di lettere minuscole?», Se, p. 28). La poesia di Eleonora Bellini interroga, allora e nel profondo, la vita stessa. Inevadibile (nei fini ultimi) o scontata (nella dinamica socio-politica o gestuale e feriale), la risposta si fa impossibile. Assurda.

dalla Recensione di Maria Lenti

***

Eleonora Bellini col suo "Prove d'autunno" ci conduce in un universo poetico dove, ancora una volta, gli affetti familiari sono la molla del verso; dove le esperienze personali mettono in azione l'istinto poetico; dove la poesia, talvolta, s'apre a forme di narrazione. Perciò il linguaggio è sempre aperto, chiaro, lindo, levigato, elegante nel suo canto sommesso e delicato. Ma come spesso accade, la poesia sa rivelare, dietro i quadri (familiari, naturali...) apparentemente sereni, un lato oscuro non sempre rassicurante. E non c'è nulla di artificioso o di scontato in questo movimento poetico. Poesia sospesa tra la favola e la realtà, tra la Storia e la quotidianità, poesia che accompagna fedele il viaggio della vita, poesia che a volte si trasforma in libro d'ore e altre volte mostra lo sguardo fermo dell'indignazione.

Insomma un libro che, nella sua articolazione, sa proporre registri diversi, compreso quello della poesia civile. Bellini sa coniugare "una vena elegantemente crepuscolare" come ha rilevato Fabio Scotto nella prefazione, con una ironia epigrammatica pungente che sorprende, senza nulla togliere alla grazia dei versi.

 dalla Recensione di Stefano Vitale 

Riconoscimenti ricevuti dal libro

1. Concorso Letterario di poesia e narrativa Citta' di Arcore 2018, II premio.

2. Premio Letterario PONTE DI LEGNO 2018, segnalazione di merito.

3. Premio Massa città fiabesca di mare e di marmo  2018, menzione di merito.

4. Premio Giovanni Pascoli L'ora di Barga 2018, Premio speciale Pari Opportunita'.

5. Premio Leandro Polverini, Anzio 2018, Sezione Poesia Ellittica, V Premio.

6. Premio Internazionale di poesia L. Sedar Senghor 2018, finalista.